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Cenni storici Telesoccorso

Prima ancora che si arrivasse alla centrale d’allarme del “Ticino Soccorso” istituita a Breganzona, conosciuta anche comunemente come “144” a causa del suo breve numero da comporre per ottenere un soccorso pre-ospedaliero, tutte le richieste d’aiuto venivano indirizzate ai relativi recapiti telefonici degli allora 13 enti di autolettiga del Canton Ticino e della Mesolcina. Ogni ente provvedeva poi a inviare un’autoambulanza nel suo settore di copertura.

Questo, ovviamente non permetteva un coordinamento in caso d’intervento per un incidente maggiore, oppure per un’organizzazione preventiva in caso di allarme per avvenimenti che avessero richiesto più ambulanze nello stesso luogo. Abitualmente le chiamate per incidenti stradali venivano fatte dal Comando della gendarmeria, in quanto il loro numero: 117 era noto a tutti, mentre i numeri delle autoambulanze erano sempre prima da ricercare sull’elenco telefonico. Questo ha poi fatto sì che gli enti di autolettiga, in concordanza con la loro associazione mantello: la FCTSA costituita nel 1977, arrivassero a istituire un numero di chiamata unico per le autoambulanze, appunto il "144".

Da allora con l’introduzione di questo numero gestito dalla Centrale di “Ticino Soccorso” dal 1995 tutte le richieste d’aiuto vengono gestite lì.
Però, anni prima in Croce Verde Bellinzona, l’allora presidente del sodalizio Sergio Crivelli voleva dare la possibilità alla popolazione, dapprima locale poi a livello cantonale, di poter chiamare direttamente la CVB senza fare il numero di chiamata abituale ma schiacciando semplicemente un pulsante apposto su un braccialetto della persona che avesse avuto bisogno di aiuto.

Questo non era pensato a chi avesse un incidente stradale o sul lavoro (con eventuali testimoni), ma bensì per le persone sole, ammalate, o con particolari patologie a rischio, che avrebbero potuto rimanere tranquillamente a casa sole, ma che in caso di malore o pericolo avrebbero avuto un aiuto schiacciando solo un pulsante!
Questo era un nuovo progetto filantropico, nuovo come servizio dell’ente verso il prossimo. Le PTT, già allora avevano un sistema simile, però la “nostra differenza” era che il richiedente d’aiuto poteva parlare con chi rispondeva dal centralino della CVB!

Nel 1985 si stipulò un contratto con la ditta Ericsson e l’allora ATAD (Associazione Ticinese Aiuto Domiciliare) in quanto questa associazione si occupava delle persone anziane a domicilio, e vennero acquistati (da poi distribuire agli utenti) 7 apparecchi denominati allora “ERICARE” (da Ericsson, la ditta e Care, aiuto in inglese). Nacque così l’allora “Telealarm”.

Così nel 1986 ben 7 utenti poterono, potenzialmente, dormire sonni tranquilli in quanto la CVB avrebbe vegliato su di loro. Oggi gli abbonamenti, anche se sotto altra forma, sono oltre 2300!
La gestione di questo sistema, allora innovativo in Ticino (oltralpe alcuni grossi enti di autolettiga lo avevano già introdotto) costò comunque un non indifferente sforzo in risorse umane ed organizzative. Si dovettero istituire dei militi che facessero la notte vicino al sistema, in quanto il “Telealarm” non era sulla linea telefonica abituale dell’ente. L’utente schiacciava il pulsante, il milite rispondeva (mettendosi a contatto in modo automatico) con lui, valutava la patologia e chiamava l’ente di autolettiga interessato per il suo intervento. Esempio: la signora Rossi di Boffalora accusava un malore, il nostro milite in servizio chiamava i parenti prossimi elencati sulla scheda di contratto e allarmava la consorella: la Croce Verde di Chiasso!

La gestione rimase a Bellinzona, e dopo un fallito tentativo, da parte dell’allora presidente dell’ente avv. Mattia Ferrari, di voler istituire la centrale d’allarme del “144” a Bellinzona, il tutto venne dato in mandato alla neo costituita centrale operativa di “Ticino Soccorso” nel 1995 a Breganzona. Il servizio è tutt’ora garantito da loro, solo la stipulazione dei contratti e la messa in posa e la manutenzione degli apparecchi è ancora nelle nostre mani.
Dal 2013 si è in fase di una previsione organizzativa e tecnica moderna lungimirante fino all’anno 2020.


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