Arresto cardiaco, ictus, trauma grave, insufficienza respiratoria acuta, sepsi: emergenze in cui ogni minuto conta. Quando il cuore si ferma, quando un coagulo occlude un’arteria cerebrale, quando un incidente compromette improvvisamente l’equilibrio del corpo, non c’è spazio per l’attesa.
In quei momenti l’ambulanza non è un mezzo di trasporto: è il primo luogo di cura. È la medicina che esce dall’ospedale e va incontro alla vita ferita. Intervenire rapidamente non significa solo salvare una persona, ma anche preservarne il futuro: ridurre una disabilità, abbreviare una degenza, evitare settimane di terapia intensiva e mesi di riabilitazione. Significa anche contenere i costi complessivi del sistema sanitario, perché ogni complicanza evitata sul territorio è un costo in meno per l’ospedale. Eppure proprio questo anello decisivo della catena della sopravvivenza, in Svizzera, è riconosciuto solo parzialmente.
La LAMal rimborsa il 50% dei costi di un intervento in ambulanza; l’altra metà resta a carico del cittadino. La fase che più incide sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita futura viene ancora trattata come accessoria, come se la cura iniziasse davvero solo oltre la soglia di un Pronto Soccorso. Ma nelle patologie tempo-dipendenti non esiste un “dopo” capace di recuperare il tempo perduto. Esiste solo il momento in cui qualcuno arriva — preparato, competente, tempestivo — e fa la differenza. E quel momento, che può cambiare una vita intera, non dovrebbe valere solo la metà.
A fronte di un contributo annuale di fr. 40.– (singolo) o fr. 70.– (famiglia), Croce Verde Bellinzona mette a disposizione dei propri sostenitori diverse agevolazioni volte a garantire una maggiore sicurezza e copertura dei costi (vedi regolamento donatori). Per informazioni e donazioni: https://cvbellinzona.ch/soci-sostenitori/donazioni-online

